E’ mia.
«A.A.A. proprietario di una banconota cercasi», ma per riaverla chi l’ha persa dovràprima dimostrare di conoscerne il taglio, e comunicare più o meno il luogo dove l’ha smarrita e la data. La singolare ricerca è scattata a Licata, localitàin provincia di Agrigento, dove nella bacheca nell’atrio del municipio è stato affisso l’avviso a firma del comandante della polizia municipale, Raffaele Gallo. La banconota è stata trovata da una signora che, in modo encomiabile, ha ritenuto di consegnarla al comando della polizia municipale. Adesso, chiunque ne richieda la restituzione dovràcomprovarne la proprietàidentificando il valore e spiegando le circostanze dello smarrimento. Compito quantomeno arduo…
fonte: http://www.iltempo.it/approfondimenti/index.aspx?id=977795
Siamo sempre più ridicoli
In un paese “civile” ci sarebbe scappata una risata, a Licata invece scoppia la rissa.
Licata, rissa per gelato tra bimbi
Un bimbo di 6 anni lecca il gelato di un compagno e scoppia una maxirissa. E’ successo a Licata (Agrigento). La “vittima”, sempre di 6 anni, indispettita per il torto subito, chiama la madre. A questo punto intervengono i familiari dei bimbi, che si azzuffano. A sedare la rissa, che ha visto coinvolte 20 persone, ci pensano i carabinieri. Il bilancio: 18 denunciati e 2 feriti colpiti con un bastone.
Fa caldo a Licata. Il bimbo non resistite alla tentazione di assaggiare il gelato del suo coetaneo. Prova a dare una leccata clandestina. L’amichetto non ci sta e protesta con la madre. Quando intervengono gli adulti, l’atmosfera diventa pesante. Dalle parole ai fatti, il passo è breve. Alla fine, 20 persone tra madri, zie, cugini e fratelli se la danno di santa ragione. A calmare gli animi, ci pensano i carabinieri, che denunciano diciotto persone alla magistratura con l’accusa di rissa aggravata, lesioni e detenzione illegale di arma. L’arma in questione è un bastone.
Fonte: http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo315059.shtml
Sentita a RDJ
Ero felice
Io e la mia ragazza eravamo fidanzati da un anno, ormai,
e finalmente avevamo deciso di sposarci. I miei genitori
ci aiutavano in tutti i modi, gli amici ci incoraggiavano,
e la mia ragazza ? Beh, lei era un sogno !
C’era solo una cosa che mi preoccupava, e mi preoccupava
molto: sua sorella minore.
La mia futura cognata aveva vent’anni, portava minigonne
e magliette attillate, e ad ogni occasione si chinava
quando era davanti a me, mostrandomi le mutandine.
Lo faceva sicuramente apposta, non capitava mai davanti
ad altri.
Un giorno la sorellina mi chiamò e mi chiese di andare
da lei a darle una mano a controllare gli inviti di nozze. Era sola
quando sono arrivato. Mi sussurrò che io fra poco sarei stato
sposato, che lei provava per me dei sentimenti e un desiderio ai quali
non poteva e non voleva resistere. Mi disse che avrebbe voluto far
l’amore con me almeno una volta prima che io mi sposassi e legassi la
mia vita a sua sorella.
Ero totalmente scioccato, non riuscivo a spiccicar parola.
Lei disse: “Io sto andando al piano di sopra, nella mia camera da
letto, se te la senti, vieni su con me e io sarò tua”.
Ero stupefatto. Ero congelato dallo stupore, mentre la
vedevo salire lentamente le scale. Quando raggiunse il
piano superiore, si voltò, si tolse le mutandine e me
le lanciò.
Rimasi lì per un momento, poi mi voltai
e andai dritto alla porta d’ingresso, l’aprii
e uscii dalla casa andando dritto verso la mia macchina.
Il mio futuro suocero eràlì che mi aspettava. Con le
lacrime agli occhi, mi abbracciò e mi disse: “Siamo
felici che tu abbia superato la nostra piccola prova !
Non potevamo sperare in un marito migliore per nostra
figlia. Benvenuto nella nostra famiglia !”
La morale di questa storia ?
Conservate sempre i preservativi in macchina.
‘80
Recuperato sul forum di html.it
Lo scopo di questa missiva é quello di rendere giustizia a una generazione, quella di noi nati agli inizi degli anni ‘80 (anno più, anno meno), quelli che vedono la casa acquistata allora dai nostri genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto, e che pagheranno la propria
fino ai 50 anni.
Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla Luna, non abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il referendum per l’aborto e la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di Italia ‘90.Per non aver vissuto direttamente il ‘68 ci dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti.
Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto tutto, e nessuno glielo dice.Siamo l’ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella, e allo stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a colori.
Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu con bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da innastica di marca le abbiamo avute dopo i 10 anni.Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stai gli ultimi a fare la Maturitàe i pionieri del 3+2…
Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti piacquero allora, vai a rivederli adesso, vedrai che delusione). Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo innamorate dei fratelli di Georgie, abbiamo riso con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina D’Avena e imparato la mitologia greca con Pollon.Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga.
Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.Co.Co. e quelli per cui non gli costa niente licenziarci.
Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto nessun avvenimento storico. Abbiamo imparato che cos’è il terrorismo,abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale; siamo state
le più giovani vittime di Cernobyl; quelli della nostra generazione l’hanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq, ecc.);Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque altro, abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e credevamo che internet sarebbe stato un mondo libero.
Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in. Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud Spencer e Terence Hill.
Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik Kamen, e gli ultimi a usare dei gettoni del telefono. Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell’Arca Perduta. Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba Bubba erano male; al supermercato le
cassiere ci davano le caramelline di zucchero come resto.
Siamo la generazione di Crystal Ball (”con Crystal Ball ci puoi giocare…”), delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego a forma di mattoncino, dei Puffi, i Voltrons, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara, l’Incredibile Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man, Lamù, Creamy, Kiss Me Licia, i Barbapapà, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa di Barbie di cartone ma con l’ascensore. La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno insieme.La generazione che non ricorda l’Italia Mondiale ‘82, e che ci viene un riso smorzato quando ci vogliono dare a bere che l’Italia di quest’anno è la favorita…
L’ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il portapacchi della macchina all’inverosimile per andare in vacanza 15 giorni.
L’ultima generazione degli spinelli…
Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi: viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di
sindrome da classe turista. Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino. Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale. Non c’erano i cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!!
Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite uno era grasso e fine. Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato. Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le nostre madri sistemavamo lavandoci la testa con l’aceto.Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e Internet, però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto; bevevamo l’acqua direttamente dalle fontane dei parchi, acqua non imbottigliata, che bevono anche i cani!
E le ragazze si intortavano inseguendole per toccar loro il sedere e giocando al gioco della bottiglia o a quello della verità, non in una chat dicendo: Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilitàe abbiamo imparato a crescere con tutto ciò.
Tu sei uno di nostri?Congratulazioni!
Anonimo