Leggende metropolitane
Ormai da decenni gira voce che i dipendenti pubblici in generale e quelli comunali in particolare non abbiano molta voglia di lavorare. Ovviamente si tratta di fandonie inventate dai non “impiati o cumuni” che invidiosi del posto sicuro le inventano tutte per denigrare i poveri impiegati comunali.
In questo ultimo periodo ho fatto spesso visita ai diversi uffici comunali e mi sento in dovere di smentire queste dicerie; non è vero che gli impiegati comunali non fanno nulla; ho visto “lavoratrici” fare comunella e parlare del più e del meno; ho visto “lavoratori” perdersi in una pausa caffè, ma soprattutto ho visto l’archetipo dell’impiegato comunale: il baffone.
Solitamente il baffone è un essere che viene infastidito dalla presenza dei cittadini, spesso ha poche conoscenze del lavoro per il quale è stato assunto ed ha poca dimestichezza con le nuove tecnologie. Conscio del vecchio adagio: l’ozio è il padre dei vizi, quando fu assunto decise di occupare il proprio tempo muovendo quella strana freccina sullo schermo.
Dopo giorni passati a cliccare a destra e a manca ecco che il baffone ebbe come un sussulto; quel tanto cliccare non era stato vano, dal nulla gli si aprirsi una finestrella con un simpatico amico: il gioco del flipper. E insieme non lavorarono felici e contenti.
Caro amico ti scrivo…
Dopo l’insediamento del nuovo comandante, a Licata i Vigili hanno ripreso carta e penna e hanno riscoperto il piacere di scrivere.
L’area presa di mira è quella del centro urbano, ed in particolare l’incrocio di corso Serrovira con Corso Umberto, autista avvisato…
Occhio soprattutto ai divieti di sosta; poi non dite che non vi ho avvisato.
justco
Una sera d’estate ti metti seduto attorno ad un falò a parlare di lavoro…e qualche mese dopo ti ritrovi un bonsai in ufficio.
Siamo piccoli ma abbiamo la passione e la cura di cui ha bisogno un bonsai.
e poi chi lo sa’…tra un po’ potremmo ritrovarci ad avere il Castagno dei Cento Cavalli
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